Ricordo del Principe Francesco d’Avalos del Prof. Carlo Marchesani.

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Un mese fa, 26 Maggio, si spegneva a Napoli il principe Francesco d’Avalos. 

 

L’Associazione Amici del Toson d’Oro per fare memoria di questo grande compositore e direttore d’orchestra napoletano e discendente dai marchesi del Vasto e dai principi di Pescara, ha chiesto al Prof. Carlo Marchesani, noto storico vastese e amico del Principe, di ricordare la sua amicizia con il d’Avalos. Molto volentieri il Prof. Marchesani, che aveva sentito ultimamente il d’Avalos telefonicamente per gli auguri natalizi,  ha aderito alla nostra richiesta consegnandoci questa breve scritto.

Ricordo del Principe e Maestro

FRANCESCO D’AVALOS

(Napoli, 1930-2014)

In uno dei consueti, abitudinari ascolti di musica sinfonica e da camera, trasmessi dalla rete radiofonica della RAI, che negli anni passati genovesi seguivo durante le abluzioni mattutine, sono rimasto felicemente sorpreso quando venne annunciato un concerto diretto da Francesco d’Avalos. Il mio pensiero si è subito posto, alla velocità della luce, sulla terra dei miei avi, la mia natia Vasto. Quasi arrossii per la mia ignoranza. Un membro della casa, che per secoli ha dato lustro e risonanze storiche a Vasto, era dunque un celebre direttore d’orchestra di cui ignoravo l’esistenza. Un fatto ancora più sorprendente è stato l’incontro diretto con il Principe e Maestro, quando nel 1998 facevo parte del CdA della Scuola Civica Musicale “Ritucci Chinni”. Fervevano allora i preparativi per delineare il calendario dei concerti pubblici degli allievi dei “Master Classes” e Francesco d’Avalos impartiva lezioni relative alla sua disciplina professionale. Ricordo bene il suo affabile sorriso con il quale mi venne incontro. La familiarità tra noi fu quasi immediata. Il più delle sere ci incontravamo, insieme con altri suoi amici e allievi napoletani, gustando le consumazioni del bar “Salvatore” e prendere anche gusto alle mie battute, più o meno spiritose. Dopo aver appreso i miei trascorsi bruckneriani, i suoi occhi si illuminarono, confidandomi di aver conosciuto le composizioni del grande musicista austriaco fin dall’età di cinque anni. Fatto sorprendente. In Italia hanno iniziato a conoscere e apprezzare l’opera di Anton Bruckner soltanto pochi lustri addietro. Mi fece così dono di alcuni cd. con le registrazioni di composizioni sinfoniche, romantiche e postromantiche, da lui dirette tra le quali la 7° sinfonia di quel grande maestro, eseguita nella versione originale, senza le revisioni e i rimaneggiamenti posteriori, come ebbe a precisarmi. Ma il fatto più sorprendente è quando mi fece dono di un altra incisione discografica di una sua composizione lirica: Maria da Venosa, dove, pur riconoscendo i valori espressivi nei contenuti delle opere così dense di una luce, a volte persino violenta, dei più recenti compositori, la sua musica, come si intuisce dai suoi scritti, trova non un compromesso, ma una linea melodica che tende ancora a riflettere la lieve, soffusa luce dei candelabri di un tempo, nei quali permane ancora la forza di suscitare grandi emozioni. E la stessa luce è ora destinata a illuminare perennemente il ricordo del caro Francesco d’Avalos.

Prof. Carlo Marchesani